E se gli studenti barano durante la formazione obbligatoria?

· Davide · 4 min di lettura

Scritto da Zeta AI

Video lasciati scorrere, corsi seguiti da altri, test superati cercando le risposte: i sette controlli che abbiamo messo in Zorvio per rendere scomodo barare e documentare come si è svolto il corso. E cosa non facciamo.

Chi organizza formazione obbligatoria online prima o poi se lo chiede: e se gli studenti barano? Il video lasciato scorrere mentre si fa altro, il collega che segue il corso al posto di un altro, il test superato cercando le risposte in un'altra finestra. Non è sfiducia nelle persone: è che un attestato di formazione obbligatoria deve poter reggere a un controllo, e per farlo serve sapere come è stato ottenuto.

In Zorvio abbiamo costruito una serie di controlli che lavorano insieme. Nessuno da solo è infallibile, ma messi in fila rendono scomodo barare e lasciano una traccia chiara di come si è svolto il corso. Eccoli, uno per uno.

1. Chi c'è davvero dall'altra parte: le verifiche d'identità

Durante il corso la piattaforma chiede al partecipante di confermare chi è, a intervalli decisi dall'ente (per esempio ogni 30 minuti) e sempre prima del test finale. Le domande riguardano i suoi dati anagrafici, come il giorno o il comune di nascita, oppure la password; chi accede senza password riceve un codice via email.

Tre risposte sbagliate di fila bloccano il corso per qualche minuto e avvisano gli amministratori. Ogni verifica, con l'ora e l'esito, finisce nel registro.

2. Il registro della fruizione

Ogni sessione di studio viene registrata da sola: giorno, ora di inizio e di fine, durata, lezioni seguite e indirizzo IP. A fine corso l'ente scarica il registro di ogni partecipante in PDF o quello dell'intero corso in Excel, insieme alle verifiche d'identità. È il documento che serve davanti a un'azienda, a un revisore o a un'ispezione.

3. Video che vanno visti, non solo avviati

Una lezione video non si completa aprendola. La piattaforma registra la posizione nel video e considera completata la lezione solo quando è stata vista quasi per intero. Se il partecipante lascia la scheda per fare altro, l'uscita viene registrata e, se l'ente lo sceglie, il video si mette in pausa. Il video non si può staccare in una finestrella sopra altre applicazioni.

4. Un percorso da seguire nell'ordine giusto

Le lezioni si possono sbloccare in sequenza: si va avanti solo dopo aver completato la precedente. L'ente può anche aprire un corso solo in certi giorni e fasce orarie, oppure renderlo fruibile solo da computer, quando i contenuti lo richiedono.

5. Test che non si superano con un motore di ricerca

Durante i test Zorvio si accorge di quando il partecipante esce dalla pagina e per quanto tempo. L'ente sceglie per ogni test il livello di controllo:

A questo si aggiungono un tempo massimo, le domande una alla volta senza poter tornare indietro, l'ordine casuale di domande e risposte e il blocco della copia del testo. Le domande non arrivano al browser tutte insieme, e ricaricare la pagina non fa ripartire il test. Dopo tre test falliti il corso riparte da capo.

6. In aula e in diretta: il codice presenza

Per le lezioni in aula e le dirette online, il docente mostra un codice di sei cifre, in sala o a schermo. Il partecipante lo inserisce all'inizio e alla fine. La presenza vale solo con almeno il 90% della durata, e il docente può sempre correggere con l'appello. Anche l'avvio e la chiusura della sessione da parte del docente restano registrati.

7. Attestati che si possono verificare

L'attestato nasce solo quando tutti i requisiti sono soddisfatti. Riporta le ore di formazione e un numero con cui chiunque può verificarlo online, così un documento modificato o inventato non passa.

Cosa non facciamo, e perché

Non usiamo la webcam. La sorveglianza video degli esami online comporta il trattamento di dati biometrici e solleva questioni serie di privacy, su cui il Garante si è già espresso. Per la formazione professionale ci sembra sproporzionata.

E diciamo con chiarezza cosa nessun sistema basato sul browser può vedere: un telefono accanto alla tastiera o una persona nella stanza. Il nostro obiettivo non è la sorveglianza totale, ma rendere scomodo barare e documentare bene come si è svolto il corso.

Il risultato

Un ente che usa questi controlli può dire, per ogni partecipante, quando ha studiato, per quanto, chi era dall'altra parte, come ha svolto il test e quando era in aula. È questa la differenza tra un attestato rilasciato e un attestato che vale.

Vuoi vedere i controlli in azione su un tuo corso? Richiedi una demo.

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